Michelotti, una storia lunga 300 anni

Il 2020 rappresenta per la famiglia Michelotti un traguardo davvero speciale. Nei documenti riferiti all’attività di un nostro avo, Giuseppe Michelotti, abbiamo scoperto che la sua azienda,
una prestigiosa falegnameria, aveva aperto i battenti nel 1720. Da qui l’idea di ripercorrere, attraverso gli strumenti digitali, gli eventi legati a quell’attività, avvenuti prima del 1916. Una
storia di lavoro, di sacrificio, di amore per la famiglia, che con orgoglio vogliamo condividere con tutti coloro che, per motivi di lavoro o di necessità, si sono affidati, e continuano a farlo,
alla professionalità dei Michelotti.

Lorenzo e Gabriele Michelotti

Da Baldassarre a Giuseppe, quando i Michelotti lavoravano il legno

La storia della famiglia Michelotti ha avuto inizio molto tempo prima del 1916, anno che simbolicamente rappresenta l’inizio ufficiale dell’attività ortopedica. Secondo le nostre ricerche, infatti, in cima all’albero genealogico della famiglia c’è Baldassarre, vissuto agli inizi del 1700.

Il laboratorio meccanico-falegname di Giuseppe Michelotti

I primi documenti ufficiali che riguardano le attività della famiglia Michelotti, risalgono ai primi del 1900. Di ortopedia ancora non si parlava, perchè Michelotti si era fatta conoscere come una prestigiosa falegnameria. Anzi, per dirla nei termini con cui veniva descritto allora, un “Premiato Laboratorio Meccanico-Falegname”. Nella carta intestata che abbiamo ritrovato, si legge distintamente il nome di Giuseppe Michelotti, figlio di Baldassarre e titolare della casa fondata nel 1720, situata a Pescia in via delle Capanne. Questo documento ha tutta l’aria d’essere un preventivo, datato febbraio 1907, per un lavoro che aveva un valore di 180 lire.

Da Pescia a Lucca, la continua crescita dell’attività

Si deve a Nicola Michelotti (1854-1950), figlio di Giuseppe, il potenziamento dell’attività familiare agli inizi del 1900: la falegnameria-mobilificio fondata nel 1720. Come si legge in questo antico cartello che abbiamo recuperato, la sua “Premiata Lavorazione Artistica del Legno” aveva già due sedi, una Lucca e una Pescia, e poteva offrire diversi tipi di servizi. “Lavori in quadro d’ogni genere e stile. Soffitti, scale porte architettoniche, mobili artistici, montature di negozi, arredamenti per piroscafi, arredamenti completi per ville e castelli”.

Le commesse pesciatina della Premiata Lavorazione Artistica

All’inizio del 1900 a Pescia prosperavano diversi mobilifici e falegnamerie, ma quella guidata da Nicola Michelotti si distingueva per la qualità del lavoro e per le richieste provenienti da una clientela decisamente altolocata. Bastano pochi esempi per confermare il pregio dei mobili prodotti dai Michelotti: nel 1905 Luigi Giaccai, titolare di un rinomato panificio pesciatino, commissionò alla ditta il rinnovamento dell’arredo dei suoi negozi. Uno situato nell’antico palazzo Della Barba in piazza Grande, un panificio tuttora esistente, l’altro nel palazzo di fronte al ponte del Duomo. Il risultato fu una vera e propria opera d’arte, fatta di intarsi per le figure lignee inserite sulle scaffalature, accompagnate da motivi floreali in bronzo fusi a Lucca. Non furono da meno l’arredo per la drogheria Pult, realizzato nelle sede di Lucca e Pescia, rimosso e distrutto intorno alla metà del Novecento, nel momento in cui si decise, ahimè, di rinnovare i locali; come del resto gli infissi lignei esterni del prestigioso locale “La Stella Polare” di Lucca.

Grazie a Galileo l’attività ha una nuova spinta

Anche Galileo Michelotti (1886-1965) ha contribuito in maniera determinante al successo della nostra azienda. Fu sua infatti l’intuizione di sviluppare a livello professionale la produzione di arti artificiali in legno, già in atto all’inizio della Grande Guerra. Per questo motivo decise, nel 1915, di recarsi a Glasgow, in Scozia, per prendere una specializzazione in ortopedia. Nello stesso periodo il padre Nicola continuava a concentrarsi sull’attività: all’inizio degli anni venti acquistò il Palagio, storico palazzo medievale situato in centro a Pescia, trasformando il piccolo laboratorio di famiglia in un’azienda strutturata da 65 dipendenti.

Il momento di maggior splendore della falegnameria

Mentre Galileo si trasferì a Roma per dedicarsi esclusivamente all’attività ortopedica, fu il fratello Giulio a dirigere l’azienda di famiglia. La crescente richiesta convinse Giulio ad aprire un altro stabilimento a Lucca, spinto anche dalla difficoltà di trovare manodopera qualificata e materiali adatti a Pescia. La conoscenza della famiglia Coppedè di Roma creò l’opportunità di realizzare gli arredi di quasi tutte le navi da crociera italiane: dal “Conte Rosso” al “Conte Verde”, passando per il “Conte Biancamano” e il “Conte Grande”. Un’altra prestigiosa commessa giunse addirittura dalla Thailandia grazie all’artista toscano Galileo Chini: per la reggia del sovrano, la falegnameria Michelotti realizzò gran parte degli infissi in legno, compreso un monumentale portone mai consegnato e rimasto a Pescia ad ornare l’ingresso del Palagio.

Dalla falegnameria all’ortopedia, la svolta ad opera di Giovanni Ferruccio

Giovanni Ferruccio Michelotti (1879-1979) è colui che ha rappresentato la svolta per lo sviluppo dell’attività ortopedica della nostra azienda. Professore di disegno e geniale progettista, nel primo dopoguerra fu contattato dall’Ospedale territoriale di Pescia per insegnare calligrafia agli ufficiali mutilati di guerra. Ferruccio però andò oltre: disegnò una mano artificiale con movimenti meccanici, che gli valse la qualifica di “rinnovatore dell’arte ortopedica”. Fu nominato anche direttore “capo officina” del laboratorio ortopedico di protesi di Pescia, che negli anni seguenti diventerà un importante punto di riferimento per tutto il territorio.

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